Microfiltrazione e osmosi inversa vengono spesso trattate come se fossero due versioni della stessa tecnologia.
Non lo sono.
La prima interviene principalmente sulle particelle; la seconda agisce anche su una parte significativa delle sostanze disciolte nell’acqua.
La vera domanda non è quale sia superiore, ma quale risponde a ciò che serve davvero nell’acqua di casa.
La scelta parte quindi dall’obiettivo del trattamento, non dal confronto tra una tecnologia e l’altra.
Microfiltrazione o osmosi inversa: da cosa dipende la scelta
Prima di scegliere conviene individuare l’obiettivo: trattenere particelle e sedimenti, intervenire sul gusto oppure ridurre anche una parte della componente minerale disciolta. Questi tre obiettivi non richiedono necessariamente la stessa tecnologia.
Quando invece l’obiettivo riguarda anche la quantità di sali e sostanze disciolte, il confronto con l’osmosi inversa diventa più rilevante rispetto alla sola microfiltrazione.
Nella microfiltrazione la capacità di separazione è legata soprattutto alla dimensione dei pori, espressa in micron. L’osmosi inversa lavora invece con una membrana semipermeabile capace di separare anche molte sostanze disciolte, secondo un principio diverso dalla semplice filtrazione meccanica.
Microfiltrazione: come agisce rispetto all’osmosi inversa
Nei sistemi domestici, la microfiltrazione utilizza cartucce o membrane filtranti che trattengono particelle e sedimenti.
Nei casi in cui l’acqua di rete presenti occasionalmente particelle o residui visibili, ad esempio dopo interventi sulla rete idrica, la microfiltrazione interviene proprio su questo tipo di particelle, senza ridurre in modo significativo la componente salina disciolta.
È un sistema pensato per un utilizzo quotidiano semplice: può essere installato, a seconda del sistema, sotto il lavello o in configurazioni collegate al punto d’uso. A differenza dell’osmosi inversa, il suo intervento resta circoscritto alle particelle.
Osmosi inversa: come funziona rispetto alla microfiltrazione
L’osmosi inversa utilizza una membrana semipermeabile che agisce anche sulle sostanze disciolte nell’acqua, oltre a trattenere le particelle più fini. In pratica, la membrana lascia passare le molecole d’acqua e riduce il passaggio di una parte rilevante delle sostanze disciolte, un principio diverso da quello della semplice filtrazione fisica.
Il risultato è un’acqua con una concentrazione ridotta di sali e altre sostanze disciolte, in misura variabile in base all’impianto e alle condizioni di utilizzo. È una tecnologia utilizzata da tempo in applicazioni professionali e industriali, oggi diffusa anche nei sistemi domestici.
A seconda della configurazione, il sistema può integrare più stadi di prefiltrazione, che intervengono sulle particelle più grossolane prima che l’acqua raggiunga la membrana principale, e in alcuni modelli anche un serbatoio di accumulo.
Quale scegliere tra microfiltrazione e osmosi inversa
La differenza pratica tra le due tecnologie riguarda soprattutto due aspetti: cosa viene trattenuto e quanto viene ridotta la componente minerale disciolta.
La microfiltrazione agisce su particelle, sedimenti e, in base al sistema, su odori e sapori, lasciando sostanzialmente invariata la componente salina. L’osmosi inversa interviene anche su una parte significativa di questa componente, offrendo un controllo più ampio su ciò che rimane nell’acqua.
La scelta dovrebbe partire dalle caratteristiche dell’acqua disponibile e dal risultato che si vuole ottenere dal trattamento, più che dal nome della tecnologia. Un confronto diretto con chi si occupa di impianti aiuta a individuare la soluzione più coerente con l’obiettivo.
Conoscere come funziona l’osmosi inversa aiuta a valutare con maggiore consapevolezza anche un sistema di trattamento dell’acqua domestica, mettendo in relazione tecnologia e risultato che si vuole ottenere.
Progetto Acque, un’esperienza al servizio della scelta
Progetto Acque affianca da quasi trent’anni famiglie e aziende nella scelta dei sistemi di trattamento dell’acqua più adatti alle diverse esigenze, dalle soluzioni domestiche a quelle pensate per il settore alberghiero e della ristorazione, con processi certificati ISO 9001:2015.
Che si tratti di microfiltrazione o osmosi inversa, l’esperienza maturata nel tempo aiuta a orientarsi tra le tecnologie disponibili, tenendo conto delle caratteristiche dell’acqua e dell’uso che se ne fa ogni giorno.
